Disturbo della quiete pubblica

Quando abbiamo dovuto selezionare un titolo da cui separarci per più di un anno e da condividere con tutte le altre swappine, non ho avuto dubbi sul fatto che avrei scelto Richard Yates e il suo "Disturbo della quiete pubblica".
Questo perché Yates è uno di quegli autori che per casi sfortunati del destino sono rimasti nell'ombra rispetto ad altri autori di grande fama e di grande (?) talento. La casa editrice Minimum Fax ha dato la spintarella a questo autore che appartiene alla seconda metà del ventesimo secolo e ci ha permesso di scoprirlo e di amarlo.
Richard Yates non è un autore "del cuore". Non è l'autore che si venera, che fa brillare gli occhi d'amore e di dedizione. Non è uno stile "lirico", non è un "autore da citazioni", non ti fa voltare l'ultima pagina con un sospiro. Yates ti paralizza. Prende le tue paure più profonde, più nascoste, anche quelle che nemmeno conosci, e le rivolta, le violenta e te le lancia addosso con brutalità. Puoi essere la persona più diversa possibile dai protagonisti dei suoi romanzi, ma non importa: tu diventi loro, inevitabilmente o - peggio - ti convinci di poter diventare come loro. Uomini che falliscono nel modo più miserabile, che vengono battuti dalla vita quando mettono in gioco i loro sogni.
E se ho scelto questo libro è perché penso che sì, è bello leggere le fiabe, ma leggere romanzi come "Disturbo della quiete pubblica" è coraggioso.
Sono curiosa di vedere come le mie swappine del cuore accoglieranno la sfida che ho lanciato loro con questa lettura! Che l'avventura abbia inizio!
Giorgia


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È stato come se mi fosse entrata della coca-cola nel naso.
A tratti caustico.
Mi ha fatto sentire irritata, frustrata, arrabbiata, delusa, più realista, ma non meno speranzosa.

Non poteva esserci un titolo migliore.
Vicky

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Una storia non troppo originale ma grazie allo stile con cui viene scritta diventa interessante e ti trasmette le varie emozioni del protagonista come se fossi tu a provarle. Diretto, tagliente, duro e cattivo non lascia spazio all'illusione ma solo alla cruda verità...lasciandomi con l'amaro in bocca!
Fuzzy

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Un libro che disturba, come dice anche il titolo. Una storia amara in ogni sua sfaccettatura, così semplice e banale ma allo stesso tempo così complicata. Un libro che dall'inizio alla fine mi ha trasmesso un senso di tristezza e desolazione. Ma ogni tanto ci vogliono anche delle storie così, che ci ricordano che la realtà, il più delle volte, non è tutta rose e fiori.
Cris
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Quando Giorgia ha scritto "Yates ti paralizza" pensavo fosse un'esagerazione.
Invece mi sbagliavo: avete presente le favole? Scordatevele. Avete presente il "e vissero tutti felici e contenti"? Scordatevi anche quello. Qui si parla di realtà, dove il lieto fine capita una volta su cento.
Non avevo mai incontrato un personaggio come John Wilder, e mi sono stupita di me stessa quando, girata l'ultima pagina, ho pensato: ne voglio ancora.

Alexis

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Il modo di descrivere le frustrazioni di quest'uomo alla soglia della mezza età è terribilmente angosciante... anni spesi in una vita che non si sente propria, aspirazioni represse, insoddisfazioni quotidiane nel lavoro e nel matrimonio, invidia verso chiunque possegga ciò che non ci appartiene... un continuo accumulare fino ad arrivare al limite, esplodere ma non avere più la possibilità di rifarsi una vita come la si è sempre sognata! Inquietante e sempre attuale! 

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